storia di un... Tragitto

 

Le origini del centro di socializzazione Il Tragitto risalgono al 2010 con il progetto Incontriamoci, realizzato grazie a una sovvenzione dell’Ufficio Federale della Migrazione (UFM) su richiesta di Monica Frigerio e Verena Petrocchi, membri dell’Associazione di Psicologia Generativa della Svizzera Italiana (APGSI). Per i primi tre anni Incontriamoci si svolge in locali messi a disposizione della città di Lugano. L’idea del progetto era quella di offrire uno spazio di incontro a mamme svizzere e straniere proponendo temi legati alla prima infanzia. Parallelamente, Incontriamoci intendeva offrire ai bambini una preparazione a quelli che sarebbero stati i ritmi e le abitudini e le modalità usuali della Scuola dell’Infanzia

Nel 2012 si promuove anche il progetto In-azione destinato a uomini e donne stranieri in cerca di maggior integrazione attraverso una ricerca consapevole di un’attività lavorativa.

Durante l’estate del 2013 gli spazi occupati dai due progetti in corso vengono ristrutturati per fare spazio a delle aule scolastiche. A settembre viene quindi preso in affitto un appartamento in Via Giulio Vicari 30 a Cassarate e viene così inaugurato il centro di socializzazione Il Tragitto, finanziato dall’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani (UFAG).

Il Tragitto è pensato come una casa all’interno della quale accogliere progetti finalizzati all’incontro e alla conoscenza reciproca, un “contenitore” all’interno del quale far evolvere dei “contenuti”.

Il nome stesso del centro - Il Tragitto - è stato scelto pensando a un luogo dove percorsi diversi si intrecciano lungo un tragitto, un tratto di cammino condiviso, in un tempo scelto individualmente, dove avvengono degli scambi.

Nel nuovo spazio si sviluppano così progressivamente numerosi progetti rivolti all’integrazione e alla relazione educativa genitori – figli come Genitorinsieme, taluni regolari e altri puntuali. I nuovi locali permettono a Incontriamoci di evolvere e consolidarsi e ad altri progetti di fare capolino a Il Tragitto. Si sviluppano inoltre dei corsi di italiano, uno destinato a genitori migranti con figli in età prescolastica o che frequentano la scuola dell'obbligo, e l’altro, il progetto lavoriamo, destinato a coloro che vorrebbero iniziare un’attività lavorativa. I corsi di italiano proseguono poi negli anni seguenti ma gestiti dapprima da Soccorso Operaio Svizzero (SOS) e successivamente promossi direttamente dall’Ufficio del Sostegno Sociale e dell’Inserimento (USSI).

Nel 2015, con la sovvenzione di contakt-citoyenneté (percento culturale Migros), sono proposti 15 laboratori creativi destinati ad adulti e bambini (per un totale di 133 ore) gestiti da volontari - persone migranti e svizzere - con la partecipazione di 102 persone. I conduttori e i partecipanti sono persone migranti come pure della regione.

Nel 2016 un gruppo di partecipanti del centro di socializzazione decora un albero al Teatro Foce in occasione del festival Il maggiolino.

Questa istallazione è il preludio del progetto di Urban Knitting sviluppato poi nel 2017 e sfociato nella presentazione del centro di socializzazione decorando gli alberi di un parco in Via Vicari dal titolo Fili colorati per tessere legami.

Ancora nel 2016 un gruppo di partecipanti ha partecipato al progetto FREMDE, percorso volto a valorizzare l’incontro tra teatro e storie di persone di provenienza ed esperienze diverse attraverso la raccolta delle loro testimonianze. Nel 2017 lo spettacolo teatrale è stato rappresentato allo studio Foce.

Dal mese di gennaio del 2017 il progetto Incontriamoci si è inoltre ampliato offrendo una seconda apertura settimanale.

Nel corso dell’ultimo anno, durante 21 mercoledì pomeriggio si sono svolti per 7 volte 3 gruppi - organizzati secondo la lingua materna delle partecipanti e con la presenza di un’interprete - degli incontri organizzati da SOS Ticino dal tema Parlare insieme di salute tra genitori immigrati.